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LE STORIE DI DOLOMITICS: Nicola Lenzi

Senza titolo-2

SSenza titolo-22i può passare una notte agitata per colpa di una Salita ? Due giorni dopo la Monaco – Ferrara dei primi di maggio, navigando su internet,  vengo colpito da questa Randolomitics; manifestazione che si svolge da qualche anno con partenza dalla Val di Fiemme il primo fine settimana di luglio che tocca i principali passi Dolomitici. Tra i percorsi che si possono affrontare, opto per il "Fiemme", 250km circa con dislivello positivo di 6500 metri…8 Passi Dolomitici da scalare, tra cui il temibile Fedaia da Caprile…
Nell'ordine: Valles-Fedaia-Sella-Gardena-Valparola-Pordoi-Costalunga-Pampeago…solo a pensarci mi gira la testa…
Cavoli ! (penso)….non sono mai andato oltre i 4000 D+, proviamo ?! certamente….le sfide mi attraggono..
In questi due mesi ho dedicato molto tempo all'allenamento in salita, ovviamente senza mai sfiorare minimamente quella quota che dovrò affrontare sabato 7 luglio… Le uscite delle ultime due settimane mi danno comunque fiducia, sento "la gamba" rispondere bene e il morale, man mano che si avvicina l'evento, si alza sensibilmente ! Non lascio nulla al caso allenamenti, alimentazione, riposo e cura della bicicletta; qui non si scherza !
Sarà un'evento "unsupported", ovvero non ci sarà assistenza e quindi ognuno dovrà fare conto sulle proprie forze e capacità, inoltre sarò da solo perchè nessuno dei miei compagni di allenamento verrà….se non ne hai più oppure la bici ti abbandona per un problema tecnico, sarai costretto ad arrangiarti…tant'è che qualche giorno prima faccio fare un bel tagliando alla mia bici dal meccanico di fiducia: sostituzione catena, controllo pattini dei freni, controllo generale dei vari serraggi e pulizia/lubrificazione totale.  Insomma, nulla lasciato al caso ! Il giovedì mattina, giorno della partenza per Tesero (Tn), decido di fare una sgambatina per muovere un pò le gambe….Faenza e ritorno…a 2km circa da casa avverto un colpo secco e la bici che si inchioda ! scendo, controllo veloce e scorgo la rottura di un raggio nella ruota posteriore !IMG_5625
Sono le 6.30 di mattina, non posso chiamare casa…tolgo gli scarpini e scalzo mi incammino verso casa tenendo la bici alzata sul posteriore perchč la ruota era bloccata….chissà cos'avranno pensato quelli che mi incrociavano….Comunque penso che mi è andata bene…non avessi fatto questa uscita, l'inconveniente sarebbe capitato durante la gara e sarebbe finita li….porto la bici dal meccanico che me la sistema in qualche ora…ok si parte ! Ricordate la prima frase che ho scritto ? Venerdì notte non riesco a riposare bene, sonno agitato, penso alle rampe del Fedaia. So che è una delle salite piů impegnative delle Dolomiti e la paura di piantarsi è tanta…ce la farò ?? 
Finalmente si parte sabato mattina alle 6.33, meteo favorevole e temperatura ideale. Direzione Predazzo e subito si attacca con la salita che ci porterà al Passo Valles. So bene che devo gestirmi, passo regolare, frequenza cardiaca sotto controllo e agilità. Non posso bruciarmi all'inizio, la strada è tanta, i km di salita molti, devo salvaguardare le energie con intelligenza.
Ci metto un po’ a scaldarmi e a carburare. Comincio a sentirmi a mio agio verso la fine della prima salita; primo timbro della giornata (per verificare il passaggio), unico ristoro dell'organizzazione con brioches e si riparte…discesa veloce verso Cencenighe, direzione Alleghe, Caprile e a Sottoguda ai piedi della Marmolada, secondo stop, timbro passaggio e sosta caffè….rivolgo due parole con un altro ciclista….e mi dice "pronto per affrontare il Mostro ?" (Fedaia ndr)…
Questa sua affermazione trasforma la mia preoccupazione in energia positiva, mi carica ! Si sono pronto !! L'ho studiato in queste ultime settimane, letto i consigli di chi l'ha già affrontato…e ora tocca a me…
Riparto, primo tratto con alcune punte brevi all'8-10%, so bene che il Mostro mi si presenterà da Malga Ciapela in poi….ed eccolo…poco fuori l'ultima galleria, ai piedi dell'impianto di risalita verso la Marmolada, che mi si presenta con tutta la sua ferocia..subito ingrano il rapporto più agile che ho: 34-29 e testa bassa per non guardare i drittoni malefici…ogni tanto do un occhiata al Garmin che mi indica la pendenza…13-14% costanti…strada dritta senza tornanti, tantomeno curve….la percezione della fatica è più intensa….primo drittone finito, so che ce ne sarà un altro fino al Rifugio Capanna Bill e da li ultimi 2,5k a tornanti ma con pendenze ancora maggiori….insomma si deve saper soffrire !!
Sembra di essere al rallentatore, si sale ai 7-8 km/h quando va bene….vedo ciclisti fermi da un lato che non ne hanno più, la frequenza cardiaca si alza ma me lo aspettavo…
Arrivo a Capanna Bill, i drittoni sono finiti ed ora sarà ancora più dura….ma dentro di me sento che i km alla fine sono sempre meno e mi carico di brutto !
Iniziano i tornanti, nel primo si respira un attimo e poi 13-14%, poi cartello che indica il 15%, altro tornante e di fronte a me mi si staglia un vero e proprio MURO, punte al 18%…si sale a fatica ma si sale…
Ogni tornante che riesco a passare è linfa per le mie gambe ed energia positiva per la mia mente….ed è qui che ripeto il mio Mantra "mente lucida, il corpo ti seguirà"…..ed è cosi….arrivo sul Passo Fedaia…gioia infinita…il Mostro è vinto !
Discesa verso Canazei, mi sento alleggerito di un bel peso !Terza salita da affrontare, Passo Sella. La conosco bene, fatta molte volte, salita regolare all'inizio poi un pò più impegnativa nella seconda parte con punte all'8%….con passo regolare arrivo sul Passo…e tre ! Ora discesa breve fino al bivio che mi porterà sul Passo Gardena, solo pochi km di salita regolare e in men che non si dica mi ritrovo dentro al rifugio a rifocillarmi….crostata e coca cola ! Quarto passo completato e morale alto !
Discesona verso Corvara, mi fermo subito in un Hotel a farmi fare il terzo timbro di passaggio….riparto verso San Cassiano (Val Badia), la quinta salita sarà il Passo Valparola.
L'ho affrontata solo una volta e verso la fine so che tirerà parecchio…quindi non forzo, salgo bene aspettando gli ultimi 2km. In effetti ricordavo bene, punte al 9-10% negli ultimi due km, soffro un po’ l'ultimo km ma vedo il Rifugio lassù che mi aspetta e non mollo….arrivo, quinto passo completato…breve discesona verso il Falzarego, timbro di passaggio, coca cola e reintregro con la mia scorta di panini e barrette….Riparto a tutto gas nella bella discesona che mi condurrà a Livinallongo…ora qualche km in leggera ascesa in direzione Arabba…ai piedi della sesta salita di giornata, il Passo Pordoi. Nei calcoli che mi ero fatto in queste settimane, stimavo di arrivare sul Passo verso le 17/17.30, riesco invece inaspettatamente ad arrivare sul Pordoi poco dopo le 16.30. Anche questa salita la conosco bene, 9km costanti con punte non eccessive. Salgo regolare sapendo di aver già messo sulle gambe più dislivello di quanto ne abbia mai fatto in una singola uscita; giungo sul passo con più di 5000 D+….mi fermo per reintegrare con crostata e altra coca cola….ne avevo bisogno !
Rigenerato scendo in un baleno verso Canazei e poi via verso Vigo di Fassa dove mi attenderà la settima e penultima salita (sulla carta la più semplice), al Passo Costalunga. Più semplice solo sulla carta, 200 km già percorsi, 5100 D+ sulle gambe, il "più facile" lo lasciamo ad altri…giungo sul Passo, timbro passaggio, mangio e bevo, sono ormai le 19…. avevo preventivato di arrivare al traguardo verso le 22…se le gambe reggono forse arrivo prima e magari, non dovrò accendere le luci…
Ora però mi attende l'ottava e ultima salita….il Pampeago, mai affrontato.
Se il Fedaia lo considero il Mostro, questa la considero Belva….so che è una salita dura anche solo affrontata come singola; io ne ho già 7 sulle gambe….
Finita la discesa, a Ponte Nova (in Val d'Ega, Alto Adige), seguo le indicazioni per Obereggen…dopo la frazione di Stenk, si inizia a salire, 8-9% penso che il tratto più duro sia questo e ho ancora qualche energia da spendere. 
Salgo regolare, ma si cosi arrivo su bene….
Ed è qui che non so cosa mi succeda, comincio letteralmente a parlare con la salita !! Sono solo, qui passa poca gente, anche in macchina, nessun ciclista all'orizzonte, il sole lentamente sta calando, vedo solo boschi e montagne….si è creata un'atmosfera quasi "intima", tra me e la salita, l'ultima e poi so che ci "abbandoneremo"….
Chiamatele come volete: allucinazioni, mente poco lucida, effetto endorfine, comincio a parlarci….
"Tutto qui ?" le chiedo…. "non sai fare di meglio ?"…."pensavo fossi più dura !"….."oggi mi hai mostrato qualcosa di più !"…..e lei che fa ? mi risponde…con km interminabili al 11-12%….
Arrivo ad Obereggen, nessuna indicazione per il Pampeago, so comunque che devo prendere la strada chiusa alle auto asfaltata solo da qualche anno…dicono il pezzo meno duro fino a quanto fatto finora…Invece no, la Salita  mi risponde nuovamente con pezzi duri, le gambe sono cotte, ora deve aiutarmi più che mai la Mente….
Vado su di "ignoranza", non vedo la fine, solo nel bosco, continuo a non vedere la fine….il bosco finisce, si apre il paesaggio sui pascoli di alta montagna e scorgo come un miraggio, il valico…..Ed è qui che fermandomi, mangiando un boccone, vestendomi per la discesa, con lo sguardo rivolto al tramonto dietro di me e il vento che soffia nel silenzio della montagna….rivolgo un ultimo pensiero alla Salita "ma come, è già tutto finito? Ora tutta discesa verso Tesero, velocissima, in un attimo lasciando andare i freni vedo toccare i 70 km/h….giungo in paese per l'ultimo timbro della giornata e riparto per l'ultimo km in discesa verso l'arrivo…..
Scendo dalla bici e finisce la mia avventura dopo 14 ore e 18 minuti
….alle 20.50…1 ora abbondante prima del previsto…dopo 250km e 6500 D+….. Mi siedo, sentendomi come un bambino di ritorno dalle giostre, salite e discese, metafora della vita di tutti i giorni.
Mai mollare, perché mai come oggi ho capito che le discese si potranno godere pienamente solo dopo aver scalato le salite più impervie.

Altimetria Fiemme 2019